Bang Bang Baby: Recensione in anteprima della stagione 1B (senza spoiler)

Il 28 aprile sono arrivati su Prime Video i primi 5 episodi di Bang Bang Baby, la serie crime italiana originale della piattaforma che ha riscosso fin da subito successo sul pubblico e sulla critica.
Il 19 maggio, invece, arriverà sulla piattaforma di Amazon l’ultima parte della stagione 1, composta da ulteriori 5 episodi.

Li abbiamo visti in anteprima, come la parte A di cui qui trovate la recensione, e ve ne parliamo senza spoiler dopo il trailer.

La trama

Bang Bang Baby continua a narrare la storia di Alice, un’adolescente che scopre di non essere orfana di padre e che quest’ultimo è in realtà invischiato con la malavita calabrese.
Si apre così per la fanciulla un mondo lontano da quello che è stato il suo vissuto fino a quel momento, un mondo che le toglie l’aura di ingenuità e di candore per darle in cambio un ambiente pericoloso, mai rilassato, sempre sull’attenti.

La sceneggiatura e i personaggi

La serie originale italiana prosegue sulla scia presentataci, una scia che commistiona numerosi generi, regalando un risultato innovativo per lo Stivale.

Non è facile trovare un prodotto crime espresso mediante colori fluo in stile Euphoria, alternati a cupezza drammatica, avvalorati da elementi pop dei migliori anni ’80 e da musiche sempre potenti e azzeccate. E Andrea di Stefano riesce, in questa serie di suo pugno, a fare tutto ciò preservando la credibilità del genere crime.

Bang Bang Baby si sostiene attraverso personaggi femminili moltro centrati, su cui troneggiano la stessa Alice (Arianna Becheroni) e sua nonna, interpretata da Dora Romano (L’amica geniale), due capisaldi della narrazione e della realtà di cui è intrisa la serie.

E si rivela grazie a degli artifici creativi differenziati e particolari, incredibilmente ispirati agli anni Ottanta.

Il nostro giudizio finale

La seconda metà della season 1 di Bang Bang Baby riconferma la serie come un ottimo prodotto italiano, diverso da tutto ciò che finora c’è stato sulla piazza nostrana.
Tra un agguato, un risveglio femminista, una crisi bulimica e numerosi espedienti originali che tengono all’erta l’attenzione, che risultano interessanti, buffi e simpatici e che smorzano toni altrimenti unidirezionali, Bang bang Baby si insinua come un intrattenimento degno di questo nome.

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