Ozark, stagione 4: Recensione in anteprima della Parte 2 (senza spoiler)

Venerdì 29 aprile tornerà su Netflix la serie originale Ozark, con la parte 2 della stagione 4 che sarà composta da sette episodi e chiuderà definitivamente la storia ideata da Bill Dubuque e Mark Williams.

Abbiamo guardato in anteprima i nuovi episodi di Ozark 4 e ve ne parleremo dopo il trailer con una recensione senza spoiler.

La trama e la sceneggiatura

Come recita la sinossi ufficiale di Netflix, “minacciati su tutti i fronti, Marty e Wendy lottano per tenere unita la famiglia e lasciare Ozark, mentre cercano di soddisfare le richieste del cartello e dell’FBI”.
In linea con i precedenti cicli, anche questa parte finale mette in scena il tema della famiglia nelle sue varie sfaccettature, dai Byrde ai Navarro-Elizondro, senza dimenticarsi dei Langmore, legati tra loro da ormai innumerevoli intrecci.
Se la parte 1 della stagione 4 si è distinta per un ritmo discutibilmente disteso e stagnante, questa parte 2 conferma la scelta narrativa, mancando di quell’azione e quel thrill che ha contraddistinto la trama generale di Ozark nelle prime stagioni, quelle plurinominate e premiate nei più rinomati award del settore.

Con soli sette episodi con cui chiudere l’intera storia, l’audience si aspetterebbe un concentrato di action, colpi di scena e, perché no, di morti, ma ancora una volta il team creativo ha mantenuto troppo il focus sui rapporti e dialoghi familiari, dimenticandosi che in tutto questo c’era da fare i conti con l’FBI, con due cartelli in lotta per la supremazia territoriale, con un investigatore in cerca della verità, con un padre in cerca del figlio scomparso, con la polizia locale al lavoro sull’assassinio di Wyatt e Darlene e tanto, tanto altro…
Fortunatamente l’audience avrà le risposte a tutte queste trame e sottotrame, che però saranno risolte in maniera piuttosto sbrigativa, soprattutto considerato che in sette (più sette) episodi si sarebbe potuto sviluppare meglio la main storyline in parallelo con quelle secondarie.
È così che, infatti, solo negli ultimi due episodi i nodi vengono al pettine, la suspence sale e si arriva al climax della storia della famiglia Byrde, che come un domino inesorabile, ha ripercussioni sui Langomore, i Navarro, gli Elizondro e chiunque abbia tessuto le tele con o contro Marty e Wendy.

Tornando ai premi del passato e del futuro, rimane impeccabile la recitazione del cast principale che, insieme a una buona sceneggiatura, è capace di tenere incollato lo spettatore nonostante, appunto, l’immobilismo che colpisce tre quarti della parte 2.

Ozark. Laura Linney (Wendy) e Jason Bateman (Marty). Credit: Netflix © 2022

I personaggi

Anche questa seconda parte si trascina dietro problemi di gestione dei personaggi secondari che hanno contraddistinto in negativo alcune stagioni di Ozark.
Bene il ramo messicano, con Javi, sua madre Camila (nonché sorella di Omar Navarro) e il prete, che assumono una posizione chiave in queste battute finali; meno bene il lavoro fatto sul padre di Wendy e sull’investigatore privato, entrambi con funzione di filler di disturbo che, tuttavia, portano via tempo alla vera trama e forzano con decisione alcune scene nei momenti salienti di questo gran finale.

Sin dal suo esordio, tra i punti di forza di Ozark vi è stata la forte caratterizzazione dei ruoli femminili, che si conferma tale anche in questi sette episodi conclusivi, dove tuttavia si registra una certa ostentazione del tema: la forte presenza della defunta Darlene viene rimpiazzata da Camila Navarro, Maya Miller dalla nuova agente FBI designata Clay e vengono troppe volte riunite alle Wendy, alle Ruth e alle Clare Shaw di turno, lasciando fuori personaggi maschili che ci si aspettava di trovare in certi contesti, il tutto per mettere in scena un girl power che , rispetto alle precedenti stagioni, è risultato talvolta forzato.

Ozark. Alfonso Herrera (Javi). Credit: Netflix © 2021

Il nostro giudizio finale

Questa parte 2 della stagione 4 di Ozark segue la scia dei sette episodi precedenti, regalando per l’ultima volta allo spettatore un cast di alto livello in una sceneggiatura tra le migliori del settore, ma con una storyline stagnante che, considerato come si è arrivati alla fine, poteva essere sviluppata meglio sin dalla parte 1, migliorandone il ritmo narrativo e l’utilizzo dei personaggi secondari.
Nonostante ciò, il finale chiude efficacemente il cerchio della serie mettendo il punto alle trame e sottotrame aperte lungo gli anni, confermando Ozark come uno dei migliori originali in casa Netflix.

Ozark. Felix Solis (Omar Navarro). Credit: Netflix © 2022

La quarta e ultima stagione di Ozark si chiuderà venerdì 29 aprile con l’uscita della parte 2, composta da sette episodi, disponibile su Netflix a partire dalle ore 9:00 del mattino.
La nuova stagione è interpretata dai premi Emmy Jason Bateman, Laura Linney e Julia Garner, insieme a Sofia Hublitz, Skylar Gaertner, Charlie Tahan, Jessica Frances Dukes, Lisa Emery, Felix Solis, Damian Young, Alfonso Herrera, Adam Rothenberg, John Bedford Lloyd, Joseph Sikora, Bruno Bichir, CC Castillo, Katrina Lenk, Bruce Davison, Ali Stroker e Veronica Falcón. Chris Mundy torna nel ruolo di showrunner, sceneggiatore e produttore esecutivo.
La produzione esecutiva è affidata a Jason Bateman, Mark Williams, John Shiban, Patrick Markey e Bill Dubuque, al fianco della co-produttrice esecutiva Laura Linney.

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