Prisma: Recensione in anteprima (senza spoiler) della serie di Prime Video

Dal 21 settembre è disponibile su Prime Video la nuova serie originale italiana Prisma.
Diretta da Ludovico Bessegato (Skam Italia), che l’ha scritta con Alice Urciuolo (Skam Italia), Prisma è una serie di formazione.

Nel cast Mattia Carrano, il quale interpreta i due protagonisti, due fratelli gemelli, Lorenzo Zurzolo, Caterina Forza, Chiara Bordi, LXX Blood, Matteo Scattaretico, Zakaria Hamza, Riccardo Afan de Rivera Costaguti, Flavia del Prete, Asia Patrignani, Elena Falvella Capodaglio, Andrea Giannini, e Nico Guerzoni.

Abbiamo visto in anteprima il nuovo prodotto originale italiano e ve ne parliamo dopo il trailer — che potreste anche non guardare per una visione più sorprendente della serie — in una recensione priva di spoiler.

Trama

Prisma narra le sfaccettate relazioni tra identità, aspetto fisico, orientamento sessuale e aspirazioni di un gruppo di adolescenti di Latina. Al centro della narrazione due gemelli, Marco e Andrea (entrambi col volto di Mattia Carrano), tanto simili nell’aspetto e nell’affetto per l’altro quanto diversi nelle inquietudini. Alla scoperta di sé non sono soltanto i due fratelli, ma anche tutti i coetanei che gli girano attorno, ognuno alla ricerca del proprio posto nel mondo.

Personaggi e tematiche

Il coming of age ci presenta due ragazzi per nulla stereotipati, sorprendenti nelle loro declinazioni, due fanciulli imprevedibili, profondi nei sentimenti e complessi nei misteri. E Mattia Carrano riesce bene a reggere le individualità di entrambi, risultando credibile e capace di differenziare così tanto le interpretazioni da far comprendere quasi sempre allo spettatore quale personaggio sia entrato in scena.
Nel focalizzarsi sui due fratelli, Prisma finisce con l’entrare nel loro mondo e, attraverso quest’ultimo, nel mondo di quelli che ne fanno parte. Ed è così che ci introduce in diverse realtà singolari, che si focalizzano sull’accettazione di sé, sulla scoperta della propria persona e degli altri e sulle minoranze, accompagnando lo spettatore, senza forzature, all’interno di varie realtà LGBT+, di disabilità presentate in maniera sincera e naturale e di situazioni adolescenziali affatto banalizzate.

La nostra opinione

Prisma è un’ottima serie di formazione, non solo in relazione alla media italiana.
Ludovico Bessegato, con Alice Uruciolo, è stato in grado di sfruttare i cinque anni di approfondimenti sul mondo adolescenziale odierno accumulati grazie a Skam Italia e di plasmarli in una serie originale matura e delicata. Il risultato è un teen drama che non si rivolge soltanto ai teen, ma che regala delle chiavi di lettura sulla Gen Z a tutte le generazioni.
Tramite rimandi alla stessa Skam Italia, che vanno dalla struttura narrativa con le classiche date in sovrimpressione alla profondità e alla delicatezza con cui vengono trattati certi temi, a Euphoria, tra droga, feste e colori, passando per quelli a This Is Us, col rapporto tra i gemelli e quello coi genitori, fino ad arrivare a quelli a We Are Who We Are, della quale riprende le vibes e l’approccio a delle tematiche LGBTQIA+, Prisma, come quello ottico, mostra le varie sfaccettature della natura, in questo caso umana, aborra i dualismi statici imposti dalla società e abbraccia ogni sfumatura di colore, ognuna valida e scintillante.

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