The Sandman, stagione 1: Recensione in anteprima (senza spoiler)

Il 5 agosto debutterà su Netflix la nuova serie originale The Sandman, basata sugli omonimi fumetti della DC Comics scritti da Neil Gaiman, qui ideatore e produttore esecutivo insieme a David S. Goyer.

Abbiamo visto in anteprima la stagione 1, composta da 10 episodi, e ve ne parliamo dopo il trailer con una recensione senza spoiler.

Sinossi

Il Re dei Sogni Morfeo (Tom Sturridge), viene catturato attraverso un rituale magico e tenuto prigioniero per oltre un secolo, periodo durante il quale la sua assenza provoca una serie di eventi che sconvolgeranno per sempre i mondi del sonno e della veglia. Una volta liberatosi, Sandman cercherà di ristabilire l’ordine attraversando universi e linee temporali, dove si imbatterà in amici e nemici di vecchia data, nonché in nuove entità cosmiche e umane.

The Sandman. Cr. Liam Daniel/Netflix © 2022

Regia e sceneggiatura

La stagione 1 di The Sandman è ideata da David S. Goyer, affiancato dallo stesso Neil Gaiman e da Allan Heinberg. La presenza della mente dietro ai celebri fumetti non è solo simbolica e si percepisce sin da subito: l’adattamento è infatti molto fedele ai comic book targati DC, il che, tuttavia, non presenta solo dei pregi.
La serie a fumetti è infatti costituita da storie brevi, in alcune delle quali Sandman è protagonista mentre in altre la sua presenza è solo marginale. Nell’adattare dalla carta allo schermo, questa peculiarità diventa un punto debole, dove episodi standalone mettono in pausa la trama principale spezzando un ritmo narrativo che già di per sé non è incalzante. Il risultato è un ciclo di episodi caotico e macchinoso capace di mettere in difficoltà lo spettatore che non ha ancora letto i fumetti. Più facile, e indubbiamente soddisfacente, la visione da parte dei lettori dell’opera originale di Gaiman, che ritroveranno molto dello stile dell’autore, così come la mitologia e i simbolismi che hanno caratterizzato il pluripremiato dark fantasy.

Nonostante un’amalgama non eccellente, prese singolarmente le side story sono ben strutturate e ottimamente dirette. Proprio in virtù della struttura della storia, la regia è affidata a sei diversi registi, che hanno dato il proprio tocco ai volumi corrispondenti.

The Sandman. Cr. Liam Daniel/Netflix © 2022

Cast e personaggi

Oltre al sopramenzionato Sturridge nel ruolo di protagonista, il cast di The Sandman conta – tra gli altri – grandi nomi come Jenna Coleman (Joahnna Constantine), Gwendoline Christie (Lucifero), Charles Dance (Roderick Burgess), Boyd Holbrook (il Corinzio), Stephen Fry (Gilbert), David Thewlis (John Dee), Kirby Howell-Baptiste (Morte), Mason Alexander Park (Desiderio), Ferdinand Kingsley (Hob Gadling) e Vanesu Samunyai (Rose Walker).

Un cast ben assortito che sin dal suo annuncio ha suscitato polemiche tra i fan, i quali hanno attaccato Netflix per l’ennesimo tentativo di essere inclusivo solo di facciata: tra le decisioni che più hanno suscitato clamore, la presenza della sola Morte come Eterno di colore, Park – pubblicamente gender-fluid – nel ruolo di Desiderio, Lucien che ha subito un cambio di etnia e di genere, quest’ultima scelta toccata anche a John Constantine (Coleman interpreta sia la versione femminile del detective dell’occulto, sia la sua ava).

Controversie a parte, le interpretazioni degli attori sono state tutte convincenti, seppur molti di essi abbiano avuto solo piccole parti nonostante la centralità dei rispettivi personaggi nella storia. Eccetto Sogno, gli Eterni hanno un minutaggio talmente ridotto da riuscire a malapena a ricordarli una volta conclusa la prima stagione; Christie nel ruolo di Lucifer viene “sprecata” per una manciata di scene, Coleman appare sporadicamente nel corso della stagione sebbene interpreti due diverse Johanna Constantine.
Tutte scelte creative orientate a dar spazio a storie di successo come “24 Ore” e “Dream a Little Dream of Me”, ma che tolgono allo spettatore la possibilità di conoscere la storia di fondo, parte della mitologia e alcuni dei protagonisti che ritroveremmo più avanti qualora Netflix rinnovasse la serie.
Forse, nella prima stagione, sarebbe stato più efficace utilizzare una struttura narrativa maggiormente lineare per introdurre a The Sandman il pubblico ignaro della storia, arricchendola solo successivamente dei racconti iconici di Neil Gaiman.

The Sandman. Cr. Laurence Cendrowicz/Netflix © 2022

Il nostro giudizio finale

The Sandman è basata sul fumetto omonimo scritto da Neil Gaiman, che qui è ideatore e produttore esecutivo; la sua presenza è tangibile e infatti l’adattamento risulta decisamente fedele. La sceneggiatura, poco incalzante per quanto concerne la storyline principale, spicca negli episodi incentrati sulle iconiche storie brevi del fumetto, aiutata da una regia sempre brillante e da un cast di primo livello, nonostante alcuni personaggi centrali meritassero maggiore spazio.
Nell’insieme, la struttura narrativa troppo ancorata al comic book fa della nuova serie originale Netflix un prodotto destinato a soddisfare perlopiù i fan delle pagine di Gaiman e meno il pubblico che per la prima volta si avvicina a questo dark fantasy.

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The Sandman. Cr. Liam Daniel/Netflix © 2022

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