The Umbrella Academy, stagione 3: Recensione in anteprima (senza spoiler)

Il 22 giugno tornerà su Netflix la serie originale The Umbrella Academy, con l’intera stagione 3 che sarà composta da 10 episodi.
Abbiamo potuto vederla in anteprima e ve ne parliamo dopo il trailer con una recensione senza spoiler.

Storyline e sceneggiatura

Nella stagione 3, gli Umbrella tornano all’Accademia pensando di aver risolto il problema della linea temporale in seguito ai fatti del 1963, ma dopo brevi festeggiamenti si trovano ad affrontare una nuova squadra di Hargreeves, gli Sparrow, mentre una forza misteriosa inizia a devastare la città.

La storyline di questa nuova stagione di The Umbrella Academy non solo regge il confronto con le due precedenti, ma è da considerarsi il vero punto di svolta della serie, grazie alle rivelazioni a cui il pubblico assiste nel corso dei 10 episodi e al significato che assumono ogni scelta e azione nel corso dell’intera storia.
Dopo tre cicli è giunto il momento di dare risposte all’audience, senza però dimenticarsi di aprire nuove strade per il futuro della serie: il team creativo è riuscito nell’intento senza cadere nel banale, mettendo a punto la sceneggiatura fin qui migliore per quanto riguarda questo prodotto, risolvendo anche quei difetti che avevano oscurato alcuni episodi delle stagioni 1 e 2, come i cliché di genere e le scene filler che puntualmente annacquavano la qualità narrativa.

The Umbrella Academy. Credits: Netflix © 2022

Cast e personaggi

Con una nuova famiglia Hargeeves vien da sé che si allarghi notevolmente il cast, sebbene non tutti i membri della Sparrow Academy avranno lo stesso peso in questa stagione. Tuttavia, sono proprio questi nuovi personaggi a dare un valore aggiunto alla storia globale completando il puzzle del grande piano che c’è dietro a quanto successo finora.
Tra i ritorni c’era grande attesa per Elliot Page e la transizione del suo personaggio (da Vanya a Viktor), la cui gestione è risultata naturale e ben strutturata nel corso degli episodi.
Rimanendo tra le note positive, la nuova linea temporale ha dato la possibilità al team creativo di concedere più scene a due personaggi finora rimasti nelle retrovie, ossia Ben (Justin H. Min) e Reginald (Colm Feore), il cui apporto in questo nuovo arco è stato decisamente oltre le aspettative.
Tra i top impossibile non confermare Klaus (Robert Sheehan), Luther (Tom Hopper) e Cinque (Aidan Gallagher), tutti e tre in crescita e preponderanti con la loro personalità, mentre tra i flop finiscono Allison e il nuovo personaggio Stanley (Javon Walton – Euphoria, Eutopia) il cui ruolo utile alla sola sottotrama di Diego (David Castañeda) non ha lasciato il segno.

Nell’insieme, il cast si allarga ma senza perdere il controllo dei ruoli di ognuno, e procedendo nella visione scopriremo come ogni personaggio abbia un certo peso all’interno del grande mosaico che si sta formando.
Dal punto di vista recitativo, l’ottimo casting ci regala performance convincenti da parte dei nuovi, mentre è tra i ritorni che registriamo un paio di involuzioni: il primo è Min, che ci aveva convinto maggiormente nei panni del Ben in versione Umbrella, la seconda è Emmy Raver-Lampman (Allison), con cui ci è risultato difficile empatizzare.

The Umbrella Academy. Credits: Netflix © 2022

Il nostro giudizio finale

Dopo una lunga attesa, The Umbrella Academy torna con una stagione 3 che non delude le aspettative. Il cast “raddoppia” con l’introduzione degli Sparrow, valore aggiunto di un arco narrativo che finalmente inizia a svelare la trama globale, tra supereroi, alieni, apocalissi e viaggi nel tempo.
Scrittura dei personaggi – salvo un paio di eccezioni sopracitate – e sceneggiatura migliorano ulteriormente, consolidando questo prodotto tra i top-class in casa Netflix.

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The Umbrella Academy. Netflix © 2022

One Comment on “The Umbrella Academy, stagione 3: Recensione in anteprima (senza spoiler)”

  1. Justin Min ha lavorato molto per interpretare un personaggio opposto al Ben precedente e, in ogni caso, difficilmente accettabile dal pubblico proprio per la contrapposizione a Ben fantasma. Credo fermamente che abbia interpretato al meglio Ben Sparrow e che le aspettative non saranno deluse essendo un attore di spicco.

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